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| Sulla scia di questi maestri dell'introspezione psicologica, il cinema italiano ebbe un felice risveglio. Sorsero nuovi registi di ingegno come Francesco Rosi ( La sfida, 1958; Salvatore Giuliano, 1961; Le mani sulla città, 1963; Il momento della verità, 1965) Antonio Pietrangeli ( Io la conoscevo bene, 1965), che si ispirarono alla nuda cronaca, Valerio Zurlini che trasse temi dalla letteratura ( Cronaca familiare, 1962), Gillo Pontecorvo, preoccupato di descrivere le nuove realtà politico-sociali ( La battaglia di Algeri, 1966), mentre dall'altro i registi più anziani seppero rinverdire le antiche glorie Germi, ( Divorzio all'italiana, 1961; Sedotta e abbandonata, 1964; Signore e signori, 1966;) Visconti, ( Il gattopardo, 1962; Vaghe stelle dell'Orsa, 1965); De Sica, ( Ieri, oggi, domani, 1963). continua 15
Chi vive senza follia non è cosi saggio come crede
  .... Orchetta....! |
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